Elisabetta e fabio...

Elisabetta e fabio...

ci sposiamo il 7 aprile 2009
A proposito della fatidica domanda: “Vuoi sposarmi?”, mi viene anzi tutto in mente un’intera magica fase in cui, più o meno indirettamente, abbiamo spesso fantasticato sul nostro possibile evolvere nello status di marito e moglie, dopo un lungo e intenso fidanzamento. Quasi dando per scontato che un giorno ci saremmo sposati, ad un certo punto abbiamo cominciato a girare per chiese e chiesette… finché non ci siamo imbattuti nella nostra dolcissima chiesa... Ad un tratto, in modo del tutto naturale, l’abituale ruolo di turisti è venuto meno (visitiamo siti archeologici, luoghi sacri, musei, ecc… per hobby sin dall’inizio della nostra storia!) ed è subentrato quello di sposi potenziali. Una luce diversa ha attraversato i nostri volti, ci siamo guardati in un modo speciale e all’unisono ci siamo promessi che quello sarebbe stato il luogo del nostro sì.
Dopo qualche giorno, mentre facevamo una passeggiata, M. si è girato di scatto verso di me e mi ha detto: “Ti piacerebbe diventare mia moglie e, magari, presto anche la mamma dei miei figli?”. Prima che potessi realizzare e rispondergli un sonoro sì, ho cominciato a singhiozzare e piangere di gioia, come al mio solito nei momenti importanti e particolarmente emozionanti. Ci siamo abbracciati a lungo e promesso, ancora una volta, amore eterno.
Credo che in seguito a questa esplicita dichiarazione di intenti, M. abbia cominciato a fare dei giri, certamente aiutato da qualche valido complice, per la scelta di un anello di fidanzamento… qualche volta l’ho sorpreso in strani discorsi e ragionamenti, mal camuffati in virtù della sua grande spontaneità. Mi ha confessato in seguito che avrebbe voluto regalarmi l’anello la notte di Capodanno, magari in un bel posto, vestiti eleganti, nel corso di una cena a lume di candela… oppure sotto le stelle, in un luogo suggestivo.
Niente di tutto ciò, non è riuscito nell’intento… non appena ha ritirato il suo dono, fatto realizzare e personalizzare ad arte da un orafo romano, mi ha raggiunto una sera più presto del solito. Mi ha trovata in pigiama, vestaglia, senza un filo di trucco, una terribile acconciatura, tutta concentrata sui fornelli… gli sarò sembrata comunque bella, boh… Mi ha chiesto di raggiungerlo nella sala hobby... luci basse… mi ha invitata a ballare un lento (la canzone “E…” di Vasco Rossi). Con un’immensa emozione negli occhi ha estratto il suo bellissimo dono dalla scatoletta… ha preso la mia mano sinistra e nell’infilarmi l’anello, ha detto: “Sei sempre sicura di voler diventare mia moglie? Io sarei felicissimo di diventare il tuo sposo e di amarti per sempre”. Con la voce (ovviamente) strozzata dal pianto e dalla felicità incontenibile gli ho detto un sì solenne e mi sono abbandonata nelle sue braccia ascoltando quel dolcissimo sottofondo musicale… Abbiamo cenato circa due ore dopo… difficile smaltire un’emozione così grande… M., cogliendomi così di sorpresa, non poteva farmi regalo più grande.
mi ha detto...sposiamoci
mi viene anzi tutto in mente un’intera magica fase in cui...
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