QUALI DOCUMENTI OCCORRONO PER SPOSARSI


In Italia esiste il matrimonio concordatario, che garantisce alla celebrazione in chiesa l’effetto civile. Dunque si fa una sola celebrazione, ma gli effetti sono duplici.

Tuttavia, pur essendo unica anche la pratica matrimoniale, occorre presentarsi di fronte a due autorità, quella ecclesiastica e quella civile. L’autorità ecclesiastica è il parroco.

La prima cosa da fare è scegliere un parroco, che può essere soltanto quello della sposa o quello dello sposo (in casi eccezionali, può essere anche quello della chiesa in cui si celebra il matrimonio, ma a Roma questo uso è raro). Notate che per parroco della sposa/sposo si intende quello del territorio in cui realmente si vive, non quello della residenza ufficiale o dei genitori, dove magari si è sempre vissuto.

Se i fidanzati già convivono, è ovvio che il parroco è unico per entrambi. L’autorità civile è quella della circoscrizione nella quale rientra il parroco scelto. Si va prima dal parroco a presentarsi. In genere, la chiesa scelta per la celebrazione chiede che dal parroco sia firmato un foglio per confermare la prenotazione della chiesa stessa. Questo è il primo atto (se necessario) ma non ha valore di pratica matrimoniale.

La pratica inizia portando al parroco questi documenti: atto di Battesimo per matrimonio (si prende nella chiesa ove si è stati battezzati, anche fuori Roma), certificato di Cresima (idem) e certificato contestuale (ha valore civile e si prende, anche per entrambi, nella circoscrizione di cui sopra o nel comune di residenza, se diverso da quello di Roma).

Sei certificati vanno dunque portati al parroco. Se uno dei due o entrambi non ha ricevuto la Cresima, occorre parlarne al parroco. Stessa situazione, ma più complessa, se uno dei due non ha ricevuto il Battesimo. La prima Comunione, quanto alla pratica matrimoniale, ha meno importanza.

Se uno dei due è battezzato ma non è credente, anche in questo caso se ne parli al parroco, tuttavia il Battesimo ricevuto comporta che, quanto alla pratica, egli/ella sia considerato cristiano. Il parroco che ha ricevuto i certificati compila il modulo X, che invia i fidanzati in circoscrizione a compiere il primo dei due giuramenti, quello civile.

Compiuto il giuramento, si attende l’affissione e la scadenza delle pubblicazioni civili e si riporta al parroco il certificato di avvenute pubblicazioni civili. In seguito, si fa il giuramento dinanzi al parroco (il secondo e più importante). Né per il primo né per il secondo occorrono testimoni. Il parroco affigge le pubblicazioni ecclesiastiche alla porta della sua chiesa e dà a chi dei due non è della sua parrocchia incarico di affiggerle all’altra chiesa.

Scadute entrambe le pubblicazioni, si riportano al parroco, che compila il modulo finale, nel quale è contenuto il nullaosta per sposarsi altrove, poiché a Roma in genere non ci si sposa nella propria parrocchia. Quel modulo si porta al Vicariato di Roma, ufficio matrimoni,aperto anche il sabato, per l’ultima vidimazione necessaria. Il foglio, vidimato dal Vicariato, si porta infine alla chiesa dove ci si sposa.

In tutto ci vogliono poco più di due mesi. È bene muoversi in tempo ma non troppo! Infatti, dalla scadenza della pratica, non devono passare più di sei mesi per celebrare il matrimonio, altrimenti occorre rifare tutto daccapo.

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